Moneta da 5 lire "Aquilotto", coniato durante il regno di Vittorio Emanuele III
Il 5 lire d'argento di Vittorio Emanuele III rappresentò per un decennio il mezzo di pagamento più popolare fra la cittadinanza, che le attribuì il nome di Aquilotto. Venne coniata dopo l'avvento del fascismo in Italia, quando ormai erano venuti meno i vincoli dell'Unione Monetaria Latina.
Sul diritto, presenta l'effigie del re Vittorio Emanuele III con la testa nuda rivolta a sinistra, mentre al rovescio è raffigurata l'aquila di fronte ad ali spiegate su fascio littorio e scure orizzontale. Nel campo a sinistra troviamo su due righe il segno di zecca e la data, mentre nell'esergo viene riportato il valore.
Il contorno presenta in incuso il tradizionale motto di casa Savoia FERT, accompagnato da una o due rosette, per distinguere i tondelli a seconda che fossero stati predisposti dalla zecca stessa (una rosetta) o da una società privata (due rosette), cui era stata commissionata parte della fornitura.