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Dopo aver deposto Foca nel 610 d.C., Eraclio salì al trono in un momento di profonda crisi per l'Impero bizantino, minacciato dalle incursioni di Slavi e Avari nei Balcani e dall’avanzata persiana in Oriente.
I Persiani avevano già conquistato vaste regioni, tra cui Siria e Palestina, e nel 614 avevano saccheggiato Gerusalemme, portando via la reliquia della Vera Croce.
Dopo anni di dure campagne militari, Eraclio riuscì a ribaltare la situazione e nel 627 ottenne la vittoria sui Persiani nella battaglia di Ninive. Il trattato di pace impose la restituzione dei territori occupati e della preziosa reliquia della Croce, che l'imperatore riportò solennemente a Gerusalemme nel 629, consacrandosi come "difensore della cristianità".
Questo splendido solido in oro rappresenta una delle emissioni più emblematiche della monetazione bizantina del VII secolo, strettamente legata agli anni delle grandi vittorie di Eraclio contro i Persiani.
Al diritto compaiono i busti affiancati e coronati dell'imperatore Eraclio e del figlio Eraclio Costantino, entrambi raffigurati in abiti imperiali. Il rovescio presenta una croce potenziata su basamento a tre gradini, simbolo della fede cristiana e del ruolo dell'Impero come suo difensore.
La moneta è accompagnata dall'opuscolo Bolaffi "L'oro di Bisanzio" sulle monete dell'Impero Bizantino e dal prestigioso cofanetto in legno per custodirle e valorizzarle al meglio.