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Il dittico della diarchia padre e figlio.
Valeriano I e Gallieno avevano un rapporto particolare, piuttosto innovativo per la storia imperiale romana: erano padre e figlio e introdussero per la prima volta una vera diarchia "di sangue" nella gestione dell’impero.
Alla sua ascesa al trono nel 253 d.C., Valeriano associò immediatamente al governo il figlio Gallieno, riconoscendolo imperatore a pieno titolo e non semplice successore designato. Una scelta audace, dettata anche dalla gravissima situazione dell’Impero, travolto dalla crisi del III secolo: invasioni barbariche, rivolte militari, instabilità politica e profonda crisi economica.
Per affrontare l’emergenza, i due sovrani decisero una divisione funzionale dell’autorità: Valeriano assunse il controllo dell’Oriente, mentre Gallieno governò l’Occidente.
Nel 260 d.C. avvenne però l'evento più drammatico: Valeriano fu catturato dal re persiano Sapore I, diventando l'unico imperatore romano della storia fatto prigioniero da un nemico straniero. Per Gallieno fu un colpo politico senza precedenti, che lo costrinse a governare da solo un impero ormai frammentato e instabile.
Gli antoniniani in argento qui proposti raffigurano entrambi gli imperatori, simbolicamente riuniti dopo oltre 1700 anni.
Le immagini delle monete qui proposte sono indicative, potrebbero differire trattandosi di pezzi unici.