Splendido Tarì in oro, circolato, dalla tipica sagoma irregolare dovuta alle rudimentali tecniche di conio dell’epoca.
Il Tarì nasce come moneta araba d’oro dal peso di circa 1 grammo e dal valore di circa 1/4 del dinar arabo-islamico. Fu introdotto in Sicilia verso il 913 dai califfi Fatimidi ovvero la dinastia sciita ismailita più importante di tutta la storia dell’Islam. Fu coniato inizialmente con caratteri cufici e con metallo di buona qualità. Il termine deriva dal latino medievale “tarenus”, che a sua volta viene dall’arabo (tarī), ovvero “fresco”(di conio). Ruggero II anche detto “Il Normanno” accorpò sotto un unico regno tutte le conquiste normanne dell’Italia meridionale, della Sicilia e di Malta, organizzando un governo efficiente e centralizzato.
Lo splendido esemplare in oro, circolato, dalla tipica sagoma irregolare dovuta alle rudimentali tecniche di conio dell’epoca. Il diritto varia a seconda del periodo prima del 1100 e dopo il 1100, mentre sul rovescio spicca la croce cristiana accostata da sigle.
L’immagine potrebbe differire dalla moneta fornita in quanto pezzi unici.